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Casa, ufficio, ospedale, mezzi di trasporto: climatizzatori e condizionatori possono trasmettere il virus? I filtri possono contaminarsi? Come va fatta la manutenzione?

Con l'avvicinarsi della stagione calda in piena pandemia coronavirus in milioni di case ci si pone una domanda: ma condizionatori e climatizzatori sono sicuri o rischiano di diffondere il contagio? La domanda chiave è: l'aria diffonde il coronavirus? Ed è una domanda che riguarda la nostra vita non solo in casa ma anche in ufficio, in ospedale o sui mezzi di trasporto. E ancora: quale manutenzione dei filtri serve?

La gente si chiede se il coronavirus possa propagarsi da persona a persona galleggiando nell’aria calda umida, e se i filtri del climatizzatore costituiscono sempre un fattore di protezione, o possono divenire un potenziale veicolo moltiplicatore di contagio in talune condizioni.

Vero, un impianto di condizionamento ben tenuto pulisce e lava l’ariarimuovendo particelle in sospensione, deumidifica e limita le muffe. Gli ambienti domestici, ad esempio, sono un ricettacolo di germi, virus, polveri e batteri, lo vediamo d’estate quando un raggio di sole attraversa la finestra, illuminando un pulviscolo microscopico in sospensione. Gli impianti di aria condizionata aiutano a ridurre il rischio di diffusione dell’epidemia da coronavirus, afferma Francesca Romana d’Ambrosio presidente dell’Associazione Italiana Condizionamento dell’Aria Riscaldamento Refrigerazione (Aicarr). Gli impianti in funzione diluiscono la concentrazione di eventuali virus negli ambienti chiusi (abitazioni, uffici, negozi, supermarket) e quindi riducono
il rischio di contagio, abbassando la carica virale.

Occorre distinguere la qualità dell’aria che esce dalle bocchette di areazione nei mezzi di trasporto tipo convogli ferroviari (tram, metro), negli aerei, nelle navi da crociera, negli autoveicoli, nei bus. Altra considerazione va fatta per l‘aria condizionata in azione quando soggiorniamo negli uffici pubblici o privati, all’interno di negozi, laboratori artigiani, all’interno di ospedali e case di riposo per anziani, dentro palestre o impianti sportivi indoor, centro congressi e conferenze, in presenza di spettatori, e in tutte le altre circostanze diverse da quelle elencate. Quindi non esiste una regola unica per tutti, in linea di principio si tende a eliminare la funzione ricircolo a circuito chiuso per sicurezza, privilegiando la ventilazione a ciclo aperto, prendendo aria pulita dall’esterno, filtrandola (bocchette di ingresso), mentre un circuito separato espelle l’aria viziata (bocchette in uscita).

I filtri dei condizionatori vanno puliti regolarmente, anche se questo precauzione non basta dato che polveri, batteri, muffe funghi si annidano nelle parti più ostiche dello split  o vettil-convettore ovvero nella batteria alettata che è la parte meccanica con micro alette in metallo sotto i filtri, per tanto per pulire e igienizzare la batteria è necessario affidarsi a un tecnico certificato il quale smontando il carter dello split accede alla batteria e alla ventola che emette aria in ambiente e tramite un vaporetto professionale lava e disinfetta la batteria a 100° gradi eliminando i batteri, muffe, polveri presenti.

Esiste infatti il rischio che attraverso queste vie possano entrare nell’atmosfera che respiriamo agenti in grado di determinare crisi allergiche nei soggetti predisposti, oppure anche vere e proprie infezioni. Climatizzatori e condizionatori sono attrezzati con filtri antipolline antiparticolato sempre più sofisticati, che debbono essere mantenuti puliti. In presenza di cattiva manutenzione, la pressione con cui l’aria viene convogliata negli ambienti potrebbe spingere particelle microscopiche indesiderate, esponendo le vie respiratorie a stress imprevedibili.